Sintesi contenuti e criticità essenziali degli articoli 44, 45, 46 e 47 del Capo VIII del DL 36/2022 “ulteriori misure urgenti per l’attuazione del PNRR alla pubblica amministrazione, all’università alla scuola
• IL METODO DELLA “FIDUCIA”
I contenuti del Decreto-Legge 36/2022, saranno convertiti in Legge dopo un passaggio nelle Commissioni I (Affari Costituzionali) e V (Bilancio) per poi procedere con il voto di fiducia. Una procedura che consente al Parlamento solo di ratificare le decisioni già prese dal governo senza che siano mai transitate, neppure per finta, da un’interlocuzione con le parti sociali.
RIFORMA A COSTO ZERO, SOLO SPOSTAMENTO DI RISORSE. NESSUN EURO IN PIÙ
Gli articoli 44, 45, 46 e 47 del Capo VIII – Istruzione rafforzano il modello aziendalistico della scuola saccheggiando le pochissime risorse esistenti e ridestinandole a finalità calate dall’alto.
– Viene istituita la Scuola di Alta Formazione dell’Istruzione che sarà finanziata con i fondi della carta docente, destinate al pagamento di dirigenti e funzionari in collaborazione con INDIRE e INVALSI per “premiare” i docenti “migliori”.
– La formazione sarà decisa dall’alto e incentrata sulle “competenze digitali” con il rischio concreto di trasformare le scuole in un’area di business per nuovi “corsifici”. Esautorati gli organi collegiali, inesistente la libertà di formazione, mortificato l’aggiornamento didattico/disciplinare.
– Si prevedono 3 anni di formazione volontaria sulle competenze digitali, con prove intermedie annuali, esame finale col Comitato di Valutazione, un contributo una tantum al massimo per il 40% degli aventi titolo, con un beneficio di non oltre 50€ netti in busta paga. Ritorna l’idea della competizione per le briciole nelle scuole, in pieno stile “Buona Scuola”.
– La formazione dovrà essere realizzata con le risorse contrattuali già destinate ad altro, come quelle del Fondo di istituto, già insufficiente a riconoscere quanto si fa nelle scuole. Per compensare queste risorse nel MOF la soluzione è sempre la stessa, tagliare gli organici giustificando con la contrazione della natalità, e non, invece, investendo per migliorare la qualità dell’istruzione (classi pollaio, tempo scuola).
PERSONALE ATA…IGNORATO COMPLETAMENTE!
Il DL 36/2022 ignora totalmente le problematiche del personale ATA:
– I carichi di lavoro per le segreterie, moltiplicatisi negli ultimi anni, senza alcun miglioramento retributivo e senza alcuna formazione specifica: graduatorie, pensioni, passweb, ricostruzioni e progressioni di carriera, ricognizioni continue e numerose altre incombenze aggiuntesi all’ordinaria amministrazione.
– Nessun incremento dell’organico dei collaboratori scolastici di 2.288 unita, secondo il reale fabbisogno delle scuole, nessuna garanzia della figura di assistente tecnico in ogni scuola del primo ciclo.
– Nessuna soluzione per gli Assistenti Amministrativi facenti funzione di DSGA con tre anni di servizio, a fronte del 30% di posti vacanti;
ULTERIORI MODIFICHE PER PRECARI
Oltre al titolo di studi già previsto per l’accesso all’insegnamento:
– un percorso universitario, a numero programmato, di 60 CFU (40 CFU metodologici, pedagogici, psicologici, didattici, 20 CFU di tirocinio diretto o indiretto).
– l’iscrizione e la frequenza ai percorsi può essere parallela a quella di un corso universitario.
– A conclusione positiva del percorso di 60 CFU si ottiene abilitazione all’insegnamento, che non costituisce titolo di inserimento in graduatorie di reclutamento
– I docenti già abilitati in una disciplina, possono acquisire ulteriori abilitazioni con percorsi “abbreviati” di 30 CFU (20 metodologici/didattici, 10 di tirocinio)
– I docenti abilitati (con i 60 CFU) sosterranno un concorso pubblico su base regionale o interregionale. Il concorso a cattedra sarà svolto da docenti già abilitati o specializzati nel sostegno tramite i suddetti percorsi. In prima fase transitoria, accederanno al concorso a cattedra gli aspiranti con un’anzianità di servizio di almeno tre anni nella scuola statale.
– I vincitori del concorso dovranno sostenere un periodo di prova di durata annuale con test finale e valutazione conclusiva. I docenti non abilitati con 3 anni di anzianità, che superino il concorso, saranno destinatari di un contratto a tempo determinato annuale e vincolati allo svolgimento di un percorso universitario semplificato a 30 CFU, a loro carico e con superamento di prova finale.
– i neoassunti dovranno sostenere un anno di formazione iniziale affiancati da tutor retribuiti miseramente con fondi sottratti alla carta docente, pari a 50 milioni di euro all’anno. Esclusivamente per il 2023 la decurtazione sarebbe “limitata” a 16 milioni di euro
IL TORMENTONE DELLA CONTINUITA’ DIDATTICA:
In attesa del rinnovo contrattuale, il 10% dei fondi previsti dal comma 592 della legge 205/2017 (300 milioni per la valorizzazione del merito) viene utilizzato per premiare il personale docente che non presenta domanda di trasferimento e garantisce la continuità didattica in comune diverso da quello di residenza

  • per il 2027 verranno tolti alla contrattazione altri 40 milioni di fondi per la valorizzazione e utilizzati per la formazione.

Emanuele Usai FLC CGIL
Maria Luisa Serra CISLSCUOLA
Giuseppe Corrias UIL SCUOLA
Simone Mereu SNALS CONFSAL
Gianfranco Meloni GILDA-UNAMS