L’ufficio scolastico MI Sardegna ha fornito l’informazione sugli organici di diritto per le professionalità ATA. Anche nel prossimo anno scolastico continuerà la flessione dell’organico ATA per la scuola sarda. In 26 scuole, nonostante che per l’anno 2021/22 la legge di bilancio abbia individuato parametri di dimensionamento scolastico che lo permetterebbero, i direttori dei servizi generali e amministrativi non saranno immessi in ruolo. Diminuisce di 11 unità il numero degli assistenti amministrativi e di altre 47 unità il numero dei collaboratori scolastici, al netto dei giochi di prestigio fatti sfruttando i dati di stabilizzazione del personale ex LSU e cococo. C’è la finta novità di 25 assistenti tecnici informatici per il primo ciclo ma si tratta di un intervento irrilevante e, professionalmente usurante, considerando che ogni tecnico dovrà farsi carico di 7/8 Autonomie scolastiche. In 10 anni si è vaporizzato il 6% degli organici ATA e abbiamo perso più di 70 autonomie scolastiche. Quanto la pandemia Covid ha mostrato pare non venga colto da chi dovrebbe. Nessuna certezza nel prossimo anno per l’organico Covid. Sulle segreterie amministrative si scaricano attività aggiuntive, anche estranee alla funzione scolastica come quelle delle attribuzioni passweb previdenziali, supportate (si fa per dire) da una impropria e insufficiente formazione INPS. L’organico di fatto ATA è ormai ridotto a poche centinaia di contratti e mostra evidenti difficoltà nel garantire più la piena funzionalità delle scuole e la loro sicurezza.

La scuola sarda, per fare scuola, ha bisogno di personale, docente e ATA, di classi con un numero sensibilmente inferiore di alunni, di professionisti specializzati dell’inclusione. Di molto più tempo scuola e di niente precariato. Ancora una volta, Ministero e governo operano in maniera bifronte: dichiarano di voler affrontar la gravissima situazione che interessa la scuola ma la realtà dimostra che gli unici interventi compiuti producono tagli di posti, sedimentazione di carichi di lavoro, classi affollate, isolamento e dequalificazione professionale come nel caso delle cattedre docenti esterne o a limite del rischio della sicurezza per i lavoratori e gli studenti nella sorveglianza e nel sostegno alla disabilità. Per la loro competenza in materia di qualità del sistema scolastico l’Assessorato all’istruzione e la Regione dovrebbero essere il punto di riferimento per tutta la società sarda; davvero, però, abbiamo perso ogni speranza su una qualsiasi loro facoltà propositiva e di intervento.