Accoglimento totale del ricorso

Importante sentenza in difesa dei diritti dei lavoratori della scuola in Sardegna.

Il 18 marzo scorso il Giudice del lavoro di Cagliari, la dott.ssa Daniela Coinu, ha emanato l’ordinanza di accoglimento totale del ricorso promosso dalla FLC CGIL di Cagliari per una lavoratrice dell’IC di Via Stoccolma di Cagliari, patrocinato dall’avv. Luigi Pateri, contro l’allora MIUR. Si ricorreva avverso la mancata applicazione delle limitazioni delle mansioni professionali prescritte dalle certificazioni mediche. Infatti, la lavoratrice veniva impegnata in compiti pericolosi e pregiudizievoli con rischi di ulteriori aggravamenti delle proprie condizioni di salute.

La giudice ha accolto integralmente il ricorso disponendo il divieto di adibire la lavoratrice a tali mansioni nonché di esporla alle polveri nocive per la sua salute. Di seguito la disposizione del Giudice del Lavoro

“visti gli artt. 669 bis ss. e 700 c.p.c.,

ordina al Ministero convenuto di evitare di adibire la ricorrente, oltre che a mansioni di “pulizia dei locali, degli spazi scolastici e degli arredi”, altresì a qualunque attività che comporti l’esposizione della medesima, anche solo saltuaria o occasionale, a sostanze chimiche quali quelle rilasciate dai toner delle macchine fotocopiatrici;

dichiara compensate tra le parti nella misura della metà le spese del giudizio e condanna il Ministero convenuto al rimborso, in favore della ricorrente, della restante metà, che liquida in €, 1.533,50, oltre spese generali nella misura del 15% e accessori di legge, da distrarsi in favore del difensore antistatario.”

La lavoratrice da tempo manifestava sintomi diversi che ripetuti accertamenti riconducevano a patologie incompatibili con l’esposizione alle polveri, a mansioni di pulizia o altre attività che prevedevano la movimentazione di carichi eccessivi. Nonostante queste evidenze certificate dalla copiosa documentazione medica, è stata comunque costretta in forza di ordini di servizio a tali mansioni e a subire rimproveri di negligenza e di scarsa applicazione al servizio. 

Durante l’ultima crisi seguita all’esposizione al toner presso la scuola ove prestava servizio, la lavoratrice ha dovuto contattare personalmente l’ambulanza per il soccorso. Una situazione inaccettabile che, non ha trovato soluzione per l’ostinazione da parte del Dirigente e dell’Amministrazione scolastica nel reiterare le indicazioni di servizio lesive della salute e sicurezza della lavoratrice. Una ostinazione vessatoria e punitiva che ha obbligato alla decisione del ricorso legale.

Davvero pochi a sostenere la lavoratrice che aveva il terribile torto di far valere i propri diritti. Siamo contenti che la lavoratrice possa finalmente svolgere il suo lavoro a testa alta senza che questo provochi pregiudizio al suo stato di salute.

Purtroppo, gli atteggiamenti dirigisti e autoritari, legati a deteriori concezioni aziendaliste, che da qualche tempo distorcono la natura democratica e partecipativa della scuola pubblica, costringono sempre più spesso a ricorrere al giudice per vedere riconosciuti anche diritti evidenti e abbondantemente comprovati dalle certificazioni mediche, con ricadute fortemente negative per il lavoratore dal punto di vista psico-fisico ed economico. Riteniamo opportuno ricordare che i costi sostenuti per i giudizi ricadono sullo Stato, ovvero su tutti noi. Crediamo sarebbe opportuno invece che i costi fossero imputati a carico dei singoli dirigenti scolastici per i quali il giudizio abbia sentenziato la violazione delle norme a tutela dei diritti dei lavoratori. Segnaliamo, a tale riguardo, la sentenza in questione al direttore Generale dell’USR della Sardegna.

Ringraziamo l’avvocato Luigi Pateri per l’ottimo lavoro svolto.