Purtroppo il COVID arriva ad aggravare una situazione sociale e scolastica pesantemente compromessa dal disimpegno politico e finanziario dei governi che si sono succeduti uno dopo l’altro e che, anche perseverando nel dimensionare le scuole e nell’utilizzo delle reggenze, ne peggiorano ulteriormente le condizioni.

Siamo profondamente convinti che l’unica didattica possibile, per gli alunni e per i docenti, sia quella in presenza, naturalmente garantendo a monte le condizioni di sicurezza per tutti, alunni e personale, che non sono assicurate dall’uso dei banchi a rotelle o dal distanziamento di un metro. Si sarebbe invece dovuto stabilizzare, come previsto dalle norme vigenti, il personale precario, docente ed ATA, che da anni regge la scuola insieme al personale di ruolo, al fine di ridurre il numero degli alunni per classe, per garantire il disbrigo delle pratiche amministrative, nonché adeguata sorveglianza ed igienizzazione di tutti gli spazi scolastici. 

Si sarebbero dovuti recuperare spazi scolastici esistenti ma tristemente inutilizzati e organizzare linee di trasporto appositamente dedicate agli alunni. Linee guida e Circolari sulla didattica a distanza di fatto risultano inapplicabili per la mancanza di connessione e di strumentazioni tecnologiche individuali indispensabili a garantire la sicurezza. L’ultimo DPCM, in vigore da oggi, per le ragioni ad alto indice di rischio costringe alla didattica a distanza per le seconde e terze classi della scuola media e per le scuole superiori mentre prevede la didattica in presenza per le altre classi e per i casi di alunni con particolari bisogni.

Il contratto integrativo firmato da CISL e ANIEF, sulla DDI (didattica digitale integrata) non è condiviso dalla FLC CGIL perché non stanzia risorse, non risolve il problema del personale in quarantena e consente ampi spazi di ambiguità, offrendo anche l’opportunità ad alcuni dirigenti scolastici di decretare unilateralmente l’obbligo di effettuare didattica a distanza esclusivamente da scuola pur in assenza degli alunni. Noi rileviamo che la ragione della presenza dei docenti a scuola sia proprio la presenza degli alunni. In loro assenza, cessa l’obbligo del docente di permanervi. Lo stesso DPCM prescrive intempestivamente il rinvio del Concorso cosiddetto “straordinario” per i docenti. Lo chiediamo da tempo perché si tratta di un concorso ingiusto, inutile ed, in questo momento, pericoloso. Ma il governo ha costretto moltissimi docenti a prenotare aerei, alberghi, bed and breakfast e/o quant’altro senza considerare che molti erano e sono in quarantena con le conseguenti restrizioni. Ora, dopo avere creato solamente una marea di problemi inutili, si vede costretto a sospenderlo. 

Si rileva che i lavoratori fragili precari, docenti e ATA, a fronte di rischi uguali a quelli che corre il personale di ruolo, peraltro anch’esse ancora insufficienti, non hanno ancora la garanzia delle medesime tutele nonostante le numerose richieste fatte al governo. Ancora una volta, l’ennesima, siamo di fronte ad un governo che, stabilisce e dispone senza alcun rispetto delle norme preesistenti evitando il necessario confronto con i lavoratori e con le parti sociali che li rappresentano.  Il rischio che si corre è la dipartita della cultura con forte impatto negativo sulla società e sull’economia, non solo per la pandemia in sé quanto, piuttosto, per l’inadeguatezza dei provvedimenti adottati, come dimostrano anche le ultime vicende della scuola. Per questo noi chiediamo al governo un impegno a praticare l’ascolto della categoria ed il confronto con le parti sociali che le rappresentano.

    Segreteria della FLC CGIL di Cagliari                                                                    

   Emanuele Usai, Francesca D’Agostino, Michela Caria

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