Assemblea sindacale territoriale in videoconferenza

Carissime/i,
con l’avvio della cosiddetta “fase 2 per l’Emergenza Covid-19”, l’approssimarsi della conclusione dell’anno scolastico e dell’anno accademico e dell’avvio del nuovo anno, ancora troppe sono le problematiche aperte e le domande in attesa di risposta. In questo contesto, si rende necessario intensificare la nostra iniziativa, attraverso gli strumenti che attuale stato emergenziale ci consente di utilizzare.
Infatti, tanti sono ancora i nodi irrisolti, in particolare nella scuola l’assenza di un protocollo specifico sulla sicurezza e la tutela della salute, le criticità e i limiti evidenziati dalla didattica a distanza, le mancate stabilizzazioni del personale docente e Ata, l’assenza di un piano straordinario di investimento per potenziare gli organici e dotare le scuole di risorse e strumenti necessari, e questo solo per citare i principali.
Per tali ragioni, le Segreterie unitarie hanno deciso di promuovere per mercoledì 13 maggio 2020, una giornata di assemblee in videoconferenza da svolgersi in tutta Italia, a livello provinciale e in orario di servizio, ove possibile unitarie, con all’odg appunto le principali problematiche tuttora irrisolte, su cui verranno a breve inviati i
materiali unitari (slide che potranno essere utilizzate per lo svolgimento
dell’assemblea).
Come annunciato anche nella videoconferenza stampa unitaria dei Segretari generali, queste assemblee rappresentano un primo step di una mobilitazione che non esclude ulteriori iniziative, in mancanza di risposte e dell’apertura di un confronto con le OOSS da parte del Ministero.

FLC CGIL di Cagliari Comunicato Sentenza Giudice Del Lavoro di Cagliari

Accoglimento totale del ricorso

Importante sentenza in difesa dei diritti dei lavoratori della scuola in Sardegna.

Il 18 marzo scorso il Giudice del lavoro di Cagliari, la dott.ssa Daniela Coinu, ha emanato l’ordinanza di accoglimento totale del ricorso promosso dalla FLC CGIL di Cagliari per una lavoratrice dell’IC di Via Stoccolma di Cagliari, patrocinato dall’avv. Luigi Pateri, contro l’allora MIUR. Si ricorreva avverso la mancata applicazione delle limitazioni delle mansioni professionali prescritte dalle certificazioni mediche. Infatti, la lavoratrice veniva impegnata in compiti pericolosi e pregiudizievoli con rischi di ulteriori aggravamenti delle proprie condizioni di salute.

La giudice ha accolto integralmente il ricorso disponendo il divieto di adibire la lavoratrice a tali mansioni nonché di esporla alle polveri nocive per la sua salute. Di seguito la disposizione del Giudice del Lavoro

“visti gli artt. 669 bis ss. e 700 c.p.c.,

ordina al Ministero convenuto di evitare di adibire la ricorrente, oltre che a mansioni di “pulizia dei locali, degli spazi scolastici e degli arredi”, altresì a qualunque attività che comporti l’esposizione della medesima, anche solo saltuaria o occasionale, a sostanze chimiche quali quelle rilasciate dai toner delle macchine fotocopiatrici;

dichiara compensate tra le parti nella misura della metà le spese del giudizio e condanna il Ministero convenuto al rimborso, in favore della ricorrente, della restante metà, che liquida in €, 1.533,50, oltre spese generali nella misura del 15% e accessori di legge, da distrarsi in favore del difensore antistatario.”

La lavoratrice da tempo manifestava sintomi diversi che ripetuti accertamenti riconducevano a patologie incompatibili con l’esposizione alle polveri, a mansioni di pulizia o altre attività che prevedevano la movimentazione di carichi eccessivi. Nonostante queste evidenze certificate dalla copiosa documentazione medica, è stata comunque costretta in forza di ordini di servizio a tali mansioni e a subire rimproveri di negligenza e di scarsa applicazione al servizio. 

Durante l’ultima crisi seguita all’esposizione al toner presso la scuola ove prestava servizio, la lavoratrice ha dovuto contattare personalmente l’ambulanza per il soccorso. Una situazione inaccettabile che, non ha trovato soluzione per l’ostinazione da parte del Dirigente e dell’Amministrazione scolastica nel reiterare le indicazioni di servizio lesive della salute e sicurezza della lavoratrice. Una ostinazione vessatoria e punitiva che ha obbligato alla decisione del ricorso legale.

Davvero pochi a sostenere la lavoratrice che aveva il terribile torto di far valere i propri diritti. Siamo contenti che la lavoratrice possa finalmente svolgere il suo lavoro a testa alta senza che questo provochi pregiudizio al suo stato di salute.

Purtroppo, gli atteggiamenti dirigisti e autoritari, legati a deteriori concezioni aziendaliste, che da qualche tempo distorcono la natura democratica e partecipativa della scuola pubblica, costringono sempre più spesso a ricorrere al giudice per vedere riconosciuti anche diritti evidenti e abbondantemente comprovati dalle certificazioni mediche, con ricadute fortemente negative per il lavoratore dal punto di vista psico-fisico ed economico. Riteniamo opportuno ricordare che i costi sostenuti per i giudizi ricadono sullo Stato, ovvero su tutti noi. Crediamo sarebbe opportuno invece che i costi fossero imputati a carico dei singoli dirigenti scolastici per i quali il giudizio abbia sentenziato la violazione delle norme a tutela dei diritti dei lavoratori. Segnaliamo, a tale riguardo, la sentenza in questione al direttore Generale dell’USR della Sardegna.

Ringraziamo l’avvocato Luigi Pateri per l’ottimo lavoro svolto.

Consulenza Mobilità del personale docente, educativo ed ATA a.s. 2020/21

L’ordinanza ministeriale pubblicata il 23 marzo 2020 avvia le procedure di mobilità del personale docente, educativo e ATA (Ausiliario, Tecnico e Amministrativo) per l’anno scolastico 2020/2021. Per i docenti di religione cattolica è disponibile un’ordinanza ad hoc.

Da sabato 28 marzo 2020 è data la possibilità ai docenti di presentare le domande di mobilità territoriale e professionale.

Sul sito nazionale della FLC CGIL è stata aperta una sezione speciale dove sono raccolti i riferimenti normativi e contrattuali, i modelli di autocertificazione ed una scheda di supporto per la presentazione delle domande.
Sul sito del Ministero dell’Istruzione è aperta una nuova area dedicata alla mobilità 2020/2021 nella quale sono disponibili la modulistica e i bollettini ufficiali.
Per consulenza sulle procedure di mobilità e per l’assistenza personalizzata alla compilazione e caricamento della domande fai clic sul pulsante qui sotto o contatta la struttura FLC CGIL di Cagliari

Il corona virus e la scuola: democrazia e rispetto dei diritti nella gestione dell’emergenza

Emanuele Usai Segretario Generale della FLC CGIL della Sardegna

dal sito FLC CGIL Sardegna

Nell’attuale contesto di profonda incertezza e angoscia determinato dalla situazione di emergenza, decine di Dirigenti scolastici, rilevando la gravità della situazione di fronte alla necessità di un ripensamento della didattica e dell’organizzazione, hanno tempestivamente avviato il confronto con le RSU e le OO. SS. territoriali per concordare prassi, tempi e modalità di gestione dell’emergenza.

Abbiamo apprezzato tale atteggiamento, nella convinzione che il confronto e la collaborazione fra le parti, come prescritto dalla vigente normativa, possa contribuire a generare scelte opportune e adeguate, al tempo stesso efficaci e rispettose dei diritti dei lavoratori tutti, dirigenti compresi.

Alcune note ministeriali e alcuni dirigenti scolastici sono invece andati in una direzione opposta travalicando le norme e la collegialità Noi crediamo che lo stato di emergenza non possa generare la cancellazione di ogni regola perché ciò determinerebbe la cancellazione di ogni garanzia e tutela del personale tutto, degli alunni e delle famiglie.

Si muove dalle norme e, passando per l’applicazione delle stesse, insieme si cercano e si adottano scelte congruenti. Attualmente il rischio di confondere la necessità della prosecuzione delle attività con l’obbligo di adottare pratiche formali, quali che siano, prive di effettive ricadute didattiche è fortissimo.

Nelle scuole non vi sono ausili, supporti e strumentazioni adeguati a disposizione dei lavoratori e ancor meno degli alunni e delle famiglie. Il ritardo infrastrutturale delle reti telematiche sarde è drammatico e la “didattica digitale” rischia di amplificare ulteriormente la potenzialità di discriminazione e di segregazione insita nella scuola come purtroppo testimonia il 28% di dispersione scolastica

Con la cosiddetta didattica a distanza, si opera ogni giorno al massimo dell’impegno anche lavorando oltre i propri orari di servizio, senza riuscire a raggiungere proprio coloro che ne avrebbero maggiormente bisogno ed a fronte di risultati poco soddisfacenti.

Anche perché la didattica a distanza è una derivazione forzosa dello stato di emergenza. Forse una delle poche possibili in questa situazione ma che di fatto non si adatta al contesto reale e non risponde alle esigenze degli alunni e delle famiglie. La didattica, quella vera, si basa sulla relazione interpersonale, ben lontana da questo tipo di mediazione tecnologica. (altro…)

Emergenza Coronavirus – Nota MIUR prot. 388 17 marzo 2020

Pubblichiamo di seguito la comunicazione inviata dalla Segreteria FLC CGIL di Cagliari ai Dirigenti Scolastici, alle RSU e al personale


Non è inutile premettere che la Nota prot. 388 emanata dal MIUR in data 17 marzo 2020 disattende le previsioni della vigente normativa in materia di relazioni sindacali ingerendo pesantemente in un settore, quello della cosiddetta “didattica a distanza”, per cui nessun obbligo è posto in capo al docente e neppure all’alunno ed alle famiglie, trattandosi di situazione di “sospensione delle attività didattiche”.
Nonostante questo, purtroppo, alcune amministrazioni scolastiche hanno adottato misure consequenziali. Misure prescrittive ed ingerenti, caratterizzate da eccessivi formalismi che davvero non risolvono le problematiche attuali né tantomeno rappresentano la reale situazione che si è venuta a determinare.
Il riscontro dell’operato dei docenti ci consegna un quadro decisamente preoccupante. Spessissimo si travalica l’impegno orario dovuto, rinunciando al diritto alla disconnessione e affrontando rischi e difficoltà di cui non si fa minimamente menzione né si ritiene doveroso interessarsene.
Per quanto riguarda i singoli temi, nello specifico si rileva quanto segue.
La programmazione didattica è posta dalla vigente normativa, (art. 26 CCNL) in capo al docente o al gruppo docente e un eventuale revisione può essere effettuata esclusivamente dagli stessi, motivatamente. Certo non può essere suggerita e tantomeno imposta aprioristicamente dall’alto senza tenere conto delle specificità delle singole situazioni, in cui sono comprese le difficoltà degli alunni e delle famiglie dovute anche, ma non solamente, alla mancanza di dotazioni adeguate.
Per quanto riguarda la “didattica a distanza” dobbiamo innanzitutto dire che si tratta di un termine creato in stretta correlazione all’emergenza. Non esistono prescrizioni normative in capo al docente, e neppure una definizione cogente di tale modalità operativa. La didattica a distanza semplicemente viene ora ad essere rovesciata sulla scuola, sui dirigenti scolastici e sui docenti con esiti improponibili per le scuole e per gli studenti stessi.
E quando si tratta della scuola del primo ciclo, la questione diviene ancora più complessa perché ogni attività deve necessariamente passare attraverso il filtro delle famiglie, spesso sprovviste di strumenti sia tecnologici che culturali.
Di norma il docente opera in più classi ed anche in più scuole, in situazioni che se precedentemente risultavano di difficile gestione, ora determinano forte aggravio di lavoro, scarsa ricettività e partecipazione degli alunni e dei genitori, complessità nell’utilizzo delle strumentazioni telematiche scolastiche o proprie, problematicità nell’adeguarsi a questa nuova modalità, mancanza di rispetto delle regole e delle istruzioni offerte dai docenti. Ma anche tante altre cose per la maggior parte negative ed inutili soprattutto per gli alunni.
Registro elettronico. Talvolta gli orari dei docenti vengono modificati d’imperio in assenza di motivazione e senza l’adozione di opportuni criteri. Si pretende di introdurre l’obbligo della coincidenza degli orari di lezione in presenza con quelli della didattica a distanza. Ovviamente, questa tipologia di didattica non può essere assimilata a quella in presenza, in particolar modo per gli orari, in quanto attengono esclusivamente la relazione fra il docente ed il discente che in tale contesto è profondamente modificata.
Si rileva che da parte di alcuni dirigenti la valutazione sia prescritta quale obbligatoria.
Ad oggi, non esiste alcun obbligo normativo in capo al docente di effettuare la valutazione degli allievi in questo contesto emergenziale, risultando pressoché impraticabile per l’impossibilità dell’individuazione precisa del soggetto, per la difficoltà della partecipazione di tanti alunni a causa dei problemi infrastrutturali delle reti telematiche, per la mancanza di strumentazioni adeguate e/o per molti altri problemi contingenti. Ma i più, con serietà e professionalità si stanno volontariamente preparando ad effettuarla nonostante i rischi ad essa connessi.
Sono perfino segnalati casi di richiesta da parte del dirigente della verifica obbligatoria e formale della presenza o assenza dell’alunno. Ancora una volta dobbiamo rilevare l’inesistenza di normativa a riguardo, rendendo, in questo contesto di sospensione delle attività didattiche qualsiasi operazione di questo tipo, del tutto illegittima e presupposto di futuri probabili contenziosi.
Ancora, assistiamo alla convocazione degli organi collegiali da tenersi in video conferenza, la cui praticabilità non è in alcun modo prevista e non risulta aderente alla normativa.
Insomma, un proliferare di azioni tanto numerose quanto sconnesse dalla realtà vera delle scuole, degli alunni e delle famiglie.
Considerata la grave situazione che tutti stiamo affrontando, per la quale al momento, non è ipotizzabile un orizzonte di uscita certo, sarebbe opportuno evitare ulteriori prescrizioni che non siano derivazione delle scelte didattiche dei docenti. Infatti, scollegate da queste, spesso si manifestano da un lato come inutili formalismi, da un altro come atteggiamenti vessatori della sfera di autonomia didattica del docente, in contrasto alla vigente normativa.
Tanto più in questa situazione, è fatto obbligo a tutti di agire nel rispetto delle norme e delle scelte didattiche del docente e degli organi collegiali.
Si fa appello al buonsenso di tutti al fine di evitare burocrazie inutili, che, illegittimamente, aggravano pesantemente il lavoro del personale e lo svincolano dalla sua principale valenza didattico relazionale, rendendolo vuoto e sterile e perciò vano ed inutile. Infatti la didattica a distanza non potrebbe in alcun modo mai essere un efficace sostituto della didattica “vera” che ha un valore ed una ricaduta completamente differente.
Si rileva anche che in tutti quei casi di disapplicazione della vigente normativa in materia questa organizzazione sindacale provvederà a tutelare il personale nelle sedi preposte.
Auspicando un positivo riscontro alla presente e ringraziando tutti del lavoro complesso svolto dalla Scuola in questa difficilissima situazione, si porgono distinti saluti.

Francesca D’Agostino
Segretaria della FLC CGIL di Cagliari